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24 settembre 2010

Parlami di Pet - quarta puntata


Tutti rientrati dalle vacanze estive? Ahimè, pure io. E ormai l’estate è proprio solo un ricordo! Al mio rientro ho trovato la scrivania così ingombra di carte, cartelle, avvisi, annunci e promemoria che mi son dovuta far largo a forza. Mille impegni si profilano all’orizzonte, sia su queste pagine che con altre care amiche.. Ma perché scoprire tutto ora?
In realtà, tra le svariate lettere che mi sono giunte e che hanno intasato la buca della posta ce n’è una che mi ha particolarmente incuriosita. Strano a dirsi, ma stavolta è di un maschietto. Un pettino dal cuore grande e con un problema ancora più grande, a sua detta. Vi riporto ciò che mi scrive:

"Cara Camilla, il problema che mi affligge non è una semplice questione di cuore come puoi ipotizzare vedendo la quantità  immensa di lettere che ti sono arrivate. Come lo so? Ho i miei mezzi informativi. No, non ti spaventare, non è niente di illegale. La questione è che io sono un Fauno e come tale dotato di poteri non comuni tra i mortali, quindi come tale non posso mescolarmi a loro. Il mio guaio però  è che pure tra i fauni sono un escluso: tutti sono dotati di un folto pelo marrone, morbido e lucido, io invece…..  ….. non sai quanto sia difficile per me rivelarlo, ma purtroppo il mio pelo è  di zucchero filato rosa. Puoi capire la mia vergogna? È  un disastro: sono sbeffeggiato da tutti, non trovo una pettina che sia disposta a far coppia con un pet per metà  tutto appiccicoso e opaco…. sono lo zimbello di tutta la mia razza!

Ti scrivo dunque per fare un pubblico appello: ho deciso di andare a Casa Petlanca e farmi rifare totalmente il pelo. Così potrò  anche io averlo bello e “normale” come i miei simili. Il Sindaco però  vuole 1.000.000 di coins (il ladro) per contattare un ottimo chirurgo. Io non dispongo di tale somma, pertanto auspicavo si potesse fare una colletta pubblica per aiutarmi ad essere finalmente felice. Pensi di potermi soccorrere? Ringraziandoti,
Fily”

Dunque, caro Fily, la mia parte l’ho fatta: la tua lettera è stata posta alla conoscenza di tutti e speriamo che, con un poco di buona volontà, si possa arrivare alla cifra che quel usuraio del Sindaco ti chiede.
Insomma amici, vogliamo dargli una zampetta? Potete fare le vostre donazioni al 485PET49 e inviare anche solo pochi coins, che renderanno la vita del nostro amico finalmente un po’ più felice.
Convinta del vostro aiuto, vi saluto speranzosa.
Camilla
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18 settembre 2010

Incantus of the Heart Ep. 11

Le leggende, si sa, spesso hanno un fondo di verità. Che fine ha fatto Clementia? La dea Nojania sta per risvegliarsi da un sonno durato ormai troppo a lungo. La legge dell' Otron ritorna a risuonare nelle menti dei nostri eroi, cosa succederà?
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10 settembre 2010

Incantus of the Heart Ep. 10

Namflow fuori combattimento, Clementia rimane sola a combattere contro l' alchimista Nuvola Indaco: Come finirà questo scontro? Cosa sono in realtà questi flash che ha Clementia? Cos'è il Flangran? Tutto questo nella decima puntata del fantasy più animalesco che ci sia! Incantus of the Heart!
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30 agosto 2010

Incantus of the Heart Ep. 9

Quando sembrava che la fortuna fosse tornata dalla parte dei nostri, ecco un nuovo potente nemico: Nuvola Indaco. Cosa succederà ora?
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23 agosto 2010

Incantus of the Heart Ep. 8

Ecco l' ottavo capitolo di Incantus of the Heart! Questa volta il conte Fey De Grotterie è in un grande guaio... riusciranno i nostri ad evadere dalle prigioni di Re Sindar?
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16 agosto 2010

Incantus of the Heart Ep. 7

Incantus of the Heart vi porta nelle magiche terre di Filijan, tra maghi, streghe, guerrieri e draghi d' ossa! Ecco a voi il nuovo episodio!
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4 agosto 2010

Affari di famiglia






“Non so bene che giorno sia, ormai, ne sono passati troppi per tenere il conto. So però che le forze mi stanno venendo meno, perciò con ciò che mi rimane ho deciso di lasciare a chi mi troverà la mia storia, scritta su un pezzo di carta dimenticato da qualcuno.
So anche che l'anno è il 1785, e che questa è una piccola tenuta nelle campagne londinesi.
Il mio nome è Seraphine MacRandal, e ho 16 anni. I miei genitori, Lord e Lady MacRandal, sono morti cinque anni fa di polmonite. L'anno scorso è morto improvvisamente di tifo pure il mio adorato nonno, Stephan MacRandal, che mi aveva presa con sé quando se ne sono andati mamma e papà.

Oh, il mio dolce nonno, quanto affetto provavo per lui! Così dolce, così buono, sempre pronto a coccolarmi e a viziarmi, come se fossi stata una vera principessa, anziché la figlia di due conti caduti in disgrazia. Alla sua morte, tutto il patrimonio della mia famiglia arrivò a me: non che ci fosse molto, chiaro, giusto qualche gioiello, un paio di terreni agricoli e la tenuta dei MacRandal, di nostra proprietà da generazioni. Compito gravoso per una ragazzina.
Negli ultimi tempi però, nel castello si aggiravano voci di un fantasma, che compariva di notte irrequieto e allarmato. Una notte, capitò proprio a me di vederlo. Lo riconobbi subito: era lo spirito del mio caro nonno Stephan. Inizialmente turbata, cercai di avvicinarmi a lui, ma dirla tutta credo fosse lui che mi venisse incontro. Lo vedevo turbato: mi afferrò le mani, ma non aveva molta presa, mi guardò con occhi teneri e affettuosi e tentò di sussurrarmi a fatica una frase "... l.. io.. sto!".
Non capii, ma lui svanì prima di poter riprovare.
La notte seguente, mi svegliai di soprassalto nel mio letto e lui era lì, davanti a me, e mi afferrò di nuovo le mani urlandomi ".. ..l mio osto!!!". E svanì di nuovo. Ma stavolta interpretai le sue parole, che mi gelarono il sangue "Fu il mio posto!"



Dovete sapere che purtroppo, essendo una famiglia in disgrazia, non potevamo avere un cimitero privato, ma tutti i membri del MacRandal venivano deposti in un luogo comune con i contadini delle terre accanto. Ma il nonno aveva ragione: bisognava fare in modo che gli rendessi adeguato onore. Perciò, con i pochi risparmi ormai rimasti, feci erigere all'interno della proprietà un piccolo mausoleo, corredato di cancello di ferro nero e una piccola cripta sotterranea isolata, in modo che nulla potesse turbare il sonno dei miei avi.
A lavori ultimati, andai lì sotto, accarezzando la bara nera con incise le iniziali SMR, di mamma e di papà.
E subito comparve il nonno, prendendomi alla sprovvista in quanto, per uno strano motivo, non mi sarei minimamente aspettata di ritrovarmelo fuori dal castello. Ma ero così orgogliosa di esser riuscita a soddisfare le sue volontà, in modo da farlo finalmente riposare in pace nel luogo che gli apparteneva, che stavo per corrergli incontro quando qualcosa di diverso mi mise in allarme.
Era sempre il mio amato nonnino, ma non aveva più quello sguardo caldo e pieno d'amore che mi riservava ogni qual volta lo sorprendevo a fissarmi, ora i suoi occhi erano così traboccanti d'odio e di glaciale determinazione che sentii come delle lame trapassarmi il cuore.


Non feci in tempo ad indietreggiare, che subito mi afferrò i polsi in una morsa ferrea, bloccandomi sul posto. Si avvicinava e mi scrutava con quell'espressione furiosa e determinata, che mi fece gelare il sangue nelle vene. Indietreggiai, atterrita e sconvolta, inciampando forse in una pietra e ruzzolai a terra, sbattendo la testa. Lui si levò sopra di me, e cominciò a ripetere quel suo mantra sempre più forte: ".... ..l ..io .....sto!" ma continuavo a non capire quella sua maschera di aperto disprezzo nei miei confronti.
".... ..l mio ...osto!" e intanto io arretravo a tastoni, ancora sdraiata sulla schiena, cercando di sottrarmi a quel magnetismo diabolico che non lasciava scampo, con la testa dolorante.
Finché, finalmente, con un orrore e uno sgomento mai provati prima, riuscii a capire ciò che in realtà aveva sempre voluto dirmi, ma che io, accecata dalla devozione che provavo per lui da vivo, non avevo mai giustamente interpretato: "TU, AL MIO POSTO!" e si dissolse in una nebbia fredda che mi penetrò fin nelle ossa, facendo sbattere il cancello d'ingresso intrappolandomi in questa cappella commemorativa che in realtà non aveva mai voluto, se non per tentare di riprendersi una vita che non sarebbe mai più potuta esser sua.
Quindi, le sue iniziali sulla tomba saranno ora anche le mie visto che io, Seraphine MacRandal, rimarrò rinchiusa fino al mio ultimo respiro tra queste mura che io stessa ho fatto erigere.”
Testi e foto di Sara, Ale e Francesca
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